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SALERNO,TAGLIATI ALTRI 443 POSTI

Il Mattino 3 Lugluio 2011 

Gianluca Sollazzo «Tagli insostenibili, allo stato attuale non siamo in grado di poter garantire il tempo pieno nei plessi dell’infanzia e della elementare». É il coro del dissenso dei presidi salernitani ad alzarsi all’indomani della ufficializzazione del taglio di 433 posti tra collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, tecnici e di segreteria nelle scuole salernitane. Una scure decisamente pesante, ancora più difficile da fronteggiare rispetto agli anni scolastici precedenti. É proprio la soppressione di 328 posti da collaboratori scolastici a preoccupare la gran parte dei dirigenti salernitani, costretti a questo punto a fare i conti con una difficoltà oggettiva di garantire sorveglianza e sicurezza nei plessi. Gli effetti dei tagli che hanno colpito nelle ultime ore il personale Ata della provincia di Salerno ricadranno soprattutto nei piccoli plessi degli istituti comprensivi. Il rischio molto probabile è che l’orario pomeridiano salti per mancanza di disponibilità degli operatori scolastici. Un grattacapo non di poco conto per le famiglie. «In altre parole manca chi tiene aperta la scuola, chi sorvegli i bambini soprattutto alle materne, chi insomma deve garantire funzionalità operativa nei corridoi», dichiarano i presidi che hanno alzato la voce alla notizia della diffusione della configurazione delle decurtazioni in organico Ata per la scuola salernitana. La provincia di Salerno ha perso 433 posti Ata, in Campania sono 1200 le disponibilità in meno. Ma i presidi non ci stanno, hanno segnalato le loro criticità agli uffici competenti dell’amministrazione scolastica regionale provando a strappare nei prossimi mesi alcuni posti in deroga per uscire dalla emergenza Ata. Intanto a Salerno spuntano situazioni di disagio destinate ad amplificarsi alla vigilia del prossimo anno scolastico. Da settembre non è escluso che i piccoli plessi possano incontrare difficoltà a restare aperti in presenza di una carenza di personale tecnico e di bidelli. Proprio l’anno scorso è stata deliberata la soppressione di un plesso di scuola materna, a Pastorano, appartenente all’Istituto comprensivo San Tommaso d’Aquino dove l’anno prossimo, a causa del taglio di posti tra collaboratori e assistenti tecnico-amministrativo, sono a rischio tempo pieno e corsi extracurriculari pomeridiani. Ad confermarlo è il dirigente scolastico, Alessandro Turchi. «Senza un numero sufficiente di bidelli dislocati nei plessi saltano corsi pomeridiani e doppi turni quotidiani, si resterà aperti solo di mattina – dice – questo per colpa dei tagli di cui siamo venuti a conoscenza, e a pagare il prezzo di questo disagio sono le famiglie degli alunni con un conseguente impoverimento della offerta formativa». E aggiunge: «Chi sorveglierà i bambini quando vanno in bagno, chi farà servizio accoglienza?», chiude Turchi. Proprio in un plesso di Fratte dell’Ic San Tommaso d’Aquino si registra l’assenza di una unità Ata deputata all’accoglienza per gli accessi alla scuola. Situazione ancora più seria all’Istituto Comprensivo di Ogliara che copre con i suoi 10 plessi tutte le zone collinari del capoluogo, da Giovi a Ogliara, passando per San Mango a Piemonte e Sant’Angelo. L’istituto comprende 3 plessi di scuola materna, proprio in questi si registreranno pesanti contraccolpi per i tagli al personale Ata. «Alla materna difficilmente potremo garantire il tempo pieno» dichiara la vicepreside Marina Amendolara. In ognuno dei dieci plessi dell’Ic di Ogliara è dislocato solo un bidello. Quindi significa che un operatore deve tenere sotto sorveglianza centinaia di alunni . «Se si ammala un bidello che si fa, chiudiamo il plesso per un giorno? Sarebbe un grosso disagio per le famiglie», chiude la vicepreside. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Da Il Mattino

Gianluca Sollazzo Scuola nella bufera, cancellati 433 posti per il personale Ata in provincia di Salerno. La scure dei tagli è pesantissima e colpisce soprattutto la categoria dei collaboratori scolastici e degli assistenti di segretaria. A rischio per il prossimo anno scolastico 2011-2012 l’apertura dei piccoli plessi del capoluogo e del resto della provincia. In queste ore molti dirigenti scolastici hanno segnalato agli uffici regionali le diverse situazioni di criticità legate all’applicazione dei nuovi tagli di posti. In pericolo la “gestibilità” dei piccoli plessi di scuola materna ed elementare, oltre all’avvio delle attività extracurriculari pomeridiane. «Non si possono aprire le scuole senza sorveglianza, i tagli vanno rivisti con l’assegnazione di altri posti in deroga, altrimenti sarà una impresa tenere aperti gli istituti», il grido d’allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali all’indirizzo dell’amministrazione scolastica regionale che ha reso noto il piano di dimensionamento del personale Ata per il comparto scolastico. Durissima la reazione della Flc Cgil che tramite il suo segretario provinciale, Angelo Capezzuto, parla di organici Ata ridotti all’osso. «È una situazione insostenibile, intervengano le istituzioni locali per garantire la piena funzionalità delle scuole della nostra provincia», dichiara Capezzuto. «Si rischia la sorveglianza minima nelle scuole e l’assistenza agli studenti disabili – interviene Rosalba Visone, segretario regionale Cisl Scuola – chiediamo che sia tutelala la scuola del nostro territorio». La pesante configurazione della quota dei tagli provinciale è stata diramata alle organizzazioni sindacali nella giornata di giovedì a conclusione di un tavolo tecnico tenutosi presso la sede dell’Usr a Napoli. A Salerno sono 433 le unità di posti in meno tra assistenti tecnico-amministrativi e collaboratori scolastici a fronte di 1200 posti tagliati a livello regionale: una decurtazione degli organici Ata che accende di fatto l’estate calda della scuola con operatori scolastici salernitani a rischio occupazionale per la riduzione delle disponibilità. Sul piede di guerra i collaboratori scolastici che dovranno fare i conti con 328 unità in meno in organico per il prossimo anno scolastico, 85 gli assistenti amministrativi cancellati, 18 gli assistenti tecnici, 2 gli impiegati di segretaria tagliati per la soppressione di due autonomie scolastiche nel salernitano. Monta la preoccupazione dei collaboratori scolastici precari, pronti a scendere in campo al fianco dei docenti colpiti dai tagli alle cattedre. «Da settembre colleghi che hanno avuto l’incarico negli ultimi quattro anni resteranno fuori, una situazione davvero catastrofica che segue quella dell’ultimo anno scolastico», denuncia Armando Battipaglia, collaboratore scolastico precario dei Cobas. Non solo i prof ma anche gli assistenti tecnico-amministrativi e i bidelli dovranno stringere la cinghia ancora di più in vista del prossimo anno scolastico. «Molte scuole non potranno aprire questo è un rischio concreto – dichiara Amedeo Milione, segretario provinciale Gilda Scuola – mancano i bidelli e la copertura durante l’orario curriculare: i tagli penalizzano la provincia di Salerno e costringeranno i dirigente scolastici a fare i salti mortali». In bilico le attività laboratoriali alle superiori. «Senza assistenti tecnici si rischiano meno ore di lavoro», sostiene Rosalba Visone, Cisl. «Aumentano i carichi di lavoro nelle segreterie ma la forza lavoro viene dimezzata», incalza Angelo Capezzuto, Cgil. Ma la situazione più grave resta nei plessi di scuola materna ed elementare, dove la carenza di bidelli preoccupa molti dirigenti scolastici, pronti a chiedere un’assegnazione di posti in deroga in prospettiva settembre. Il nuovo allarme scuola che ha interessato in queste ore i lavoratori Ata, riaccende la mobilitazione del Comitato insegnanti precari e dei Comitati di Base della Scuola di Salerno che annunciano per la prossima settimana un sit in di protesta in via Monticelli all’Ufficio Scolastico Provinciale. © RIPRODUZIONE RISERVATA 

La storia Graziella dalle barricate all’elemosina

Dai sit in sui tetti dell’ex Provveditorato all’elemosina sulle scalinate del liceo Tasso. Passando per uno sciopero della fame che l’anno scorso ha tenuto in apprensione l’intero mondo della scuola salernitana. Graziella Ventrone, la pasionaria della scuola, il simbolo della lotta ai tagli della scuola, lascia Salerno per andare a vivere a Piacenza. «Non ho più alternative, neanche quest’anno avrò la possibilità di strappare un incarico per colpa dei nuovi tagli». La vita di Graziella è andata sempre più peggiorando in questi mesi. «Non compro il pane da una settimana, ora basta, vado via, mio marito ha avuto un incarico in una scuola nel piacentino» si sfoga. Negli ultimi tre anni ha dominato le cronache locali per le sue battaglie. Graziella è una collaboratrice scolastica costretta ad emigrare per colpa delle decisioni del Governo Berlusconi.

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