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Scoppia il caso Brunetta “Sprecati 200 agenti a nozze avvenute”

Scoppia il caso Brunetta
“Sprecati 200 agenti a nozze avvenute”

E’ polemica anche dopo il matrimonio del ministro a Ravello. Il sindacato di polizia Consap accusa: “Una vergogna mobilitare tanti uomini dopo la cerimonia mentre in cittá si tagliano i servizi”
di Fiorella Loffredo

• Non bastavano le “pugnalate alle spalle” giá denunciate dagli agenti della polizia di stato. Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, anche nel giorno – pardon, nella notte – del suo matrimonio, ha dimostrato una «imperdonabile mancanza di rispetto» nei confronti di chi è stato obbligato a rimanere fino alle due di notte in servizio in piazza Duomo, a Ravello. Per blindare delle nozze che in realtá c’erano giá state ma nessuno, neanche il questore Antonio De Iesu, ne era stato messo al corrente. GUARDA

• Filippo Di Muro, segretario provinciale della Consap, confederazione sindacale autonoma di polizia, si unisce alla protesta inscenata domenica pomeriggio davanti Villa Rufolo dal Coisp e ci va giù pesante contro le esagerazioni che si sono viste – perché pretese dal ministro – due giorni fa in costiera amalfitana quando per le strade sono stati schierati più di duecento uomini, tra poliziotti, carabinieri, vigili e quant’altro, in aggiunta alle guardie del corpo al seguito di ogni ospite vip di Renato e Titti.

• «Io ora mi chiedo: il conto chi lo paga?», questa la provocatoria domanda che si pone Di Muro all’indomani dell’evento. Soprattutto alla luce di quanto si è poi registrato nella tarda serata di domenica, quando si è diffusa la notizia che il matrimonio era stato celebrato ben 17 ore prima dell’orario prestabilito, e in totale segreto, in disprezzo a quanti erano stati finanche richiamati dalle ferie per dare man forte ai colleghi nel fronteggiare “l’assalto”, che si è poi dimostrato del tutto pacifico, del popolo degli “indignati”. Al quale, oggi, a quanto pare, si aggiungono parecchi di quei poliziotti che per tutta la giornata dell’evento hanno presidiato Ravello lasciando, come denuncia Di Muro, «una cittá come Salerno, dove sono tante le necessitá, completamente scoperta».

• Sotto accusa, da parte di Di Muro, anche la decisione di lasciare all’oscuro anche questore De Iesu sul cambio avvenuto nella scaletta dell’evento: «Non riesco a credere – continua il segretario del sindacato – che il ministro dell’Interno sul territorio non sia stato messo al corrente dall’inizio che il matrimonio era giá stato celebrato, cosa che ha reso la nostra massiccia presenza sul luogo oltremodo eccessiva»

• Tanti gli agenti che hanno fatto, a causa dell’occasione mondano-istituzionale, straordinari, che chissá quando e se verranno pagati. • «Per questo da oggi proclamiamo lo stato di agitazione -annuncia battagliero Di Muro – per mettere in evidenza anche i grandi rischi che corre in questo momento la sicurezza nel territorio salernitano dove si registrano enormi disagi dovuti ai tagli fatti nel comparto». • Non sbaglia di certo di Muro quando pone l’accento sull’emergenza sicurezza a Salerno, cittá in cui è stato chiuso il drappello ospedaliero, il commissariato di Torrione non ha presenza sul territorio e la questura in pochi mesi ha perso circa 100 uomini, senza contare poi i problemi riscontrati nei posti stagionali della provincia, dimezzati rispetto a quelli attivi nell’estate 2010.

• «E lo Stato che fa? – conclude Di Muro – Schiera per un matrimonio quattro squadroni salernitani di agenti più due del nucleo antisommossa di Napoli. Uno spiegamento da stadio che è poi risultato inutile. Noi a questo gioco al massacro non ci stiamo».
riproduzione riservata

(12 luglio 2011)
LA CITTA’ di Salerno
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