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La rivincita dei prof di sostegno precari “La cattedra è vostra”

La Repubblica del 15-09-2011

La rivincita dei prof di sostegno precari “La cattedra è vostra”

TORINO. Per trovare una sistemazione una buona parte di questi ultimi aveva scelto di occupare un posto di sostegno. Ora però l´Ufficio scolastico provinciale ha fatto marcia indietro: ha tolto le cattedre ai soprannumerari e le ha destinate ai professori specializzati nell´aiutare gli studenti con difficoltà.
È l´ultima tappa di una vicenda che era scoppiata a inizio settembre, quando i precari del sostegno scoprirono di avere a disposizione molte meno cattedre del previsto. Salvo poi capire che una parte consistente era stata già scelta dai docenti soprannumerari, nonostante fossero privi di specializzazione. Ne scaturirono polemiche e i precari, appoggiati da Cub Scuola e Cobas, minacciarono di bloccare le operazioni di assegnazione delle cattedre. Si trovò un prima accordo, che però non risolse del tutto il problema.
Ieri, la svolta. Con il provveditore Alessandro Militerno che ha scelto di fare marcia indietro: «Ho riflettuto a lungo – racconta il direttore -, ho ristudiato la norma. E ho riconosciuto che, pur in buona fede, non era stata applicata fedelmente. Così ho riportato tutto alla piena legalità». Insomma, i precari di sostegno dovevano scegliere prima dei soprannumerari non specializzati. Così l´Ufficio scolastico ha tolto le cattedre a questi ultimi e la prossima settimana le rimetterà in palio, dando la precedenza a coloro che figurano nelle graduatorie degli insegnanti di sostegno. Un «risultato positivo», secondo il coordinatore della Cub Scuola, Cosimo Scarinzi, che spiega: «Il 20 settembre sarà possibile trovare una soluzione meno gravosa dell´attuale per gli insegnanti di sostegno grazie al fatto che i posti disponibili saranno decisamente più numerosi».

E i soprannumerari, rimasti nuovamente senza posto? Loro, dice il direttore Militerno, «verranno impiegati in progetti regionali di formazione professionale e faremo il possibile per fare in modo che rimangano nelle scuole in cui lavoravano già prima, o comunque il più vicino possibile alla loro vecchia sede». Per il sindacalista Scarinzi «è una prima, parziale, vittoria perché si afferma il principio che il personale non può essere utilizzato in compiti diversi da quelli per i quali ha maturato titoli e specializzazioni e perché si riconosce il diritto al lavoro ai colleghi precari che ne hanno diritto».

di Stefano Parola

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