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COMUNICATO CPS IN MERITO ALL’IPOTESI DI NUOVO CONCORSO PER ABILITATI

di Marcella Raiola

Dilettantismo pernicioso, accanimento diffamatorio, giovanilismo stolido, richiamo specioso e ridicolo alla “meritocrazia” per giustificare il drenaggio di fondi e la gerarchizzazione dei docenti, violazione oscena e surreale dei diritti acquisiti: questi i contrassegni dell’operato del ministro Profumo che, nel solco della Gelmini, continua ad oltraggiare, umiliare e devastare la Scuola Pubblica italiana, mentendo spudoratamente e disonestamente sul numero delle cattedre disponibili, proprio come sul numero degli esodati la sua collega Fornero.

 

Anche il ministro Profumo, peraltro, come la Fornero, ha deciso di “dinamizzare” il mondo della scuola, con una proposta parimenti irricevibile: quella di un concorso per insegnanti plurititolati, pluriabilitati e in cattedra, in moltissimi casi, da più di 10 anni come docenti precari, sfruttati e licenziati senza complimenti alla fine dell’anno scolastico, abusati e illusi circa la loro stabilizzazione per il tramite di un piano triennale di assunzioni che è stato bruscamente interrotto, nel 2008, per lasciare il posto al più grande licenziamento di massa mai visto (150.000 tra docenti e Ata “tagliati” dalla L.133 Gelmini-Tremonti).

 

Il Coordinamento dei precari della Scuola, in lotta per il ritiro dei tagli e il ruolo, esprime nuovamente tutto il proprio sconcerto e sdegno per un atto impudente che non esita a definire terroristico e criminale nei confronti di lavoratori specializzati e già umiliati dal lungo precariato, che si vedrebbero costretti a sottoporsi nuovamente ad una selezione mortificante e condotta con modalità anacronistiche, ormai accantonate e sostituite, da più di un decennio, da procedure più moderne e articolate (le cosiddette SSIS), che prevedono tirocinio in aula e formazione psico-pedagogica, e che sono assai meno suscettibili di essere viziate dalle pratiche clientelari cui ogni concorso, in passato, ha dato adito.

 

I precari non comprendono quale altra motivazione, oltre a quella della vigliacca umiliazione da infliggere all’unico comparto di lavoratori in grado di resistere, con l’arma del pensiero critico, all’omologazione e alla violenza neoliberista e fascistoide del governo attuale, non eletto dal popolo e tutt’altro che “tecnico”, possa essere sottesa ad un così buffonesco, dispendioso e illegittimo provvedimento, e annuncia che si opporrà con ogni mezzo e con ogni forza a tale cialtronesco tentativo di trasformare i diritti in una squallida “riffa”, onde evitare che venga perpetrato un vero e proprio delitto contro il lavoro e contro la decenza.

 

I precari abilitati, stanchi di vessazioni ed esasperati, respingono dunque nel modo più assoluto ogni ipotesi di concorso, ribadendo che:

 

I docenti precari plurititolati e pluriabilitati inseriti nelle GaE hanno pieno e imprescrittibile diritto ad essere assunti tutti e subito e non si sottoporrano ad alcun’altra selezione, ritenendola umiliante, alogica e illegittima

Le GaE costituiscono il canale di reclutamento unicamente valido e trasparente per le assunzioni del personale docente e non possono essere eluse né azzerate

Il “concorsone” costituisce una modalità superata di valutazione della preparazione e dell’attitudine all’insegnamento e si trasforma immancabilmente in una sconcia compravendita di posti, innescando squallidi meccanismi clientelari e di corruttela

La nuova selezione risulterebbe sperequatoria rispetto a quanti, iscritti nelle GaE, sono stati assunti, nell’anno corrente o negli anni scorsi, a partire dallo stesso titolo abilitante d’ingresso e dal punteggio parimenti maturato in un numero identico di anni di servizio, senza dover acquisire ulteriore titolo di idoneità

La partecipazione ad una nuova prova selettiva varrebbe come indiretta ammissione di inidoneità alla professione da parte di quanti hanno sostenuto notevoli sacrifici economici e logistici per abilitarsi e lavorano da anni nella scuola, e genererebbe sfiducia nell’istituzione scolastica da parte delle famiglie, che si interrogherebbero sulla validità didattica, se non anche giuridica, degli atti formali e ufficiali compiuti e sottoscritti dai docenti incaricati e supplenti.

 

Per tutto questo, cui si aggiungono motivazioni squisitamente psicologiche e morali, che rendono dolorosa e insopportabile l’idea di dover ancora e ancora subire la sadica e ottusa violenza di uno Stato che sputa sulla Cultura anziché investirvi, come invece accade nel resto di quella Europa chiamata in causa solo per imporre nuove tasse, e a vantaggio del quale, nonostante ciò, i precari continuano a profondere tutta la propria passione e professionalità senza ricevere in cambio, finora, altro che tagli alle risorse (8 miliardi sottratti!), permanentizzazione della precarietà e abusi sindacali (come la soppressione degli scatti di carriera per i nuovi assunti), il Coordinamento diffida il ministro dal bandire l’oltraggiosa e costosa procedura selettiva che ha annunciato, senza alcuna ragionevolezza né ragione, di voler porre in atto, e torna a chiedere il ritiro dei tagli e l’immediata assunzione, che avverrebbe a costo zero, di tutti i precari delle GaE su tutti i posti che si renderebbero così disponibili.

 

Gli alunni che abbiamo seguito e diplomato, i dirigenti e le famiglie che ci hanno gratificato della loro stima, possono testimoniare che noi sappiamo fare – e bene – il nostro mestiere.

 

Il ministro la smetta con le provocazioni intressate e dimostri di saper fare il suo!

 

Coordinamento Precari Scuola Napoli

Coordinamento Precari Scuola Roma

 

Adesioni:

 

Comitato Insegnanti e Ata precari Sanniti

Francesca Pandolfi, insegnante precaria scuola superiore, Roma

Elia Caputo

Giovanna de Simone

Anna Riccardi, insegnate precaria

Debora Miano (ins. scuola media, Roma)

Serena Iacono (insegnante precaria scuole superiori)

Maria Rosaria Melito precaria sostegno, Reggio Calabria

Mariella Melito, precaria

Marina Ciusa, precaria ventennale

Ilaria Carangelo

Monja Marconi (docente di ruolo)

Giuseppe Tuozzo (Salerno, precario da 12 anni)

Maria Pennetta

Giovanna Esposito (ins. scuola superiore, precaria)

Alessandra Gulisano

Paola Ricci (insegnante precaria abilitanda in SdFP)

Antonella Vaccaro (docente di ruolo)

Donatella Pandolfi

Paola Gozzo

Liana Vena

Giovanna Formisano

Fiammetta d’Angelo

Sonia Bucci

Maria Rosaria Improta

Romano Daniele

Francesco Corrado

Valeria Marino

Angela Sansone

Dario Portale

Olga Romano

Giovanna De Simone

Lucrezia Genovese

Ida Acciarino

Elena Maggio

Stefano Rosini

Renato Dametti

Fabrizio Sanzin

Caterina Altamore (docente di ruolo)

Patrizia Desiderio: docente di ita, storia: II grado. ita, stor, geo I grado- sos I e II grado

Anita Pepe (docente di ruolo)

Bianca Ferrara (archeologa e ricercatrice confermata presso Univ. Fed. II)

Claudia Urzì (docente di ruolo)

Simona Cinque

Gabriella Pesapane

Noemi Presti

Roberto Carbonara

Angelo Aniello De Vita

Clarissa Botti

Rosanna Attanasio

Filippo Bosco

Daniela Basile

Angela Magarò

Valentina Anzelmo

Lisa Verni

Liella Stagno

Luigi D’Onofrio

Elvira Salviati

Teresa Cannavale

Gelsomina Amoroso

Antonietta Carboni

Gennaro Ascione

Gemma Gentile

Manuela Ausilio

Giuseppe Vollono

Eliana Cristofoli

Didier Pavone

Adriana Flauto

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