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LE FERIE NON GODUTE VANNO PAGATE

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LE FERIE NON GODUTE VANNO PAGATE

Il 7 agosto è stato definitivamente approvato alla Camera il D.L. 6 luglio
>2012, n.95 sulla cosiddetta “spending review”, che … oltre a tutto il
resto,
>rappresenta un pesante attacco al reddito e ai diritti dei precari della
>scuola.
>L’art. 5 comma 8 dispone che, nel Pubblico Impiego, “le ferie, i riposi e i
>permessi spettanti al personale sono obbligatoriamente fruiti e non danno
luogo
>in alcun caso alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi”.
>
>Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con una Nota del 24 luglio
scorso,
>ha dato indicazione ai Dipartimenti Provinciali del Tesoro di bloccare la
>liquidazione delle ferie maturate e non godute del personale scolastico con
>contratto a tempo determinato.
>Si dà il caso che, nella scuola, si possa fruire delle ferie solo nei mesi
di
>luglio e agosto in occasione della sospensione delle lezioni e che ai

precari
>quindi, supplenti temporanei o supplenti fino al termine delle attività
>didattiche – 30 giugno – al momento della cessazione del contratto
>(licenziamento), vengano retribuiti i giorni di ferie maturati e non goduti.
>Si tratta di una somma, spettante in proporzione ai giorni di servizio
>effettuati, che, assieme alla “miseria” dell’indennità di disoccupazione e
alla
>quota di TFR spettante alla cessazione del contratto, consente ai precari
della
>scuola di sopravvivere nei mesi estivi, in attesa, con l’anno scolastico
>successivo, di poter accedere ad altre supplenze.
>
>Il blocco del pagamento delle ferie maturate e non godute, si connota
quindi
>come un attacco senza precedenti al reddito dei precari della scuola.
>
>Questo ennesimo atto discriminatorio verso i precari provoca tra gli stessi
>una profonda indignazione per uno Stato – datore di lavoro – che continua,
non
>solo a sfruttare il lavoro di docenti e ata precari (ricordiamo che allo
Stato
>un precario della scuola, tra i mesi estivi non retribuiti e il non godere
>della progressione di carriera – scatti di anzianità -, costa mediamente
8.000
>euro in meno di un dipendente a tempo indeterminato e che mediamente, per
un
>docente o ata che abbia lavorato per tutto l’anno scolastico, la
liquidazione
>delle ferie maturate corrisponda ad altri 1000 €), ma anche sottrarre
>ulteriormente quote di reddito, tra l’altro garantite da norme contrattuali
>vigenti, confermando di volere far pagare la crisi e il debito pubblico,
>generato da altri, sempre ai più deboli e ricattati.
>
>Questa poi di considerare una norma, introdotta il 7 di luglio 2012 con un
>decreto legge, retroattiva per contratti di lavoro a tempo determinato
scaduti
>al termine delle lezioni o comunque entro il 30 di giugno, è una vera e
propria
>aberrazione giuridica che lede un diritto- quello al riposo compensativo-
>tutelato dalla Costituzione.
>
>Nel frattempo un’altra amministrazione dello Stato – l’INPS – ha invece
dato
>indicazione di retribuire i giorni di ferie maturati dai propri dipendenti
>precari che hanno cessato il lavoro entro il 7 luglio.
>Nel messaggio n.12486 del 26 luglio 2012 l’Inps precisa che gli effetti del
>decreto legge n.95 del 6 luglio 2012 non possono essere retrattivi, per cui
il
>pagamento delle ferie non godute per chi ha cessato il lavoro prima del 7
>luglio devono necessariamente essere retribuite. Questo è quanto disposto per
i
>dipendenti dell’ente di previdenza sociale.
>
>Lo stesso Dipartimento della Funzione Pubblica, in data 6 agosto, con il
>parere 32937, ha chiarito che al personale del pubblico impiego spetta il
>pagamento delle ferie maturate e non fruite prima del 6 luglio, data di
entrata
>in vigore del Decreto legge 95/2012 che, secondo il parere della Funzione
>Pubblica, non può avere decorrenza retroattiva.
>
>
>Per il comparto scuola restano salvi i diritti al pagamento delle ferie per
>tutti i supplenti (docenti ed ATA) che hanno maturato le ferie entro il 30
>giugno e non le hanno potute fruire. Ed hanno diritto al pagamento anche
i
>supplenti fino al 30 giugno che hanno avuto la proroga del contratto oltre il
7
>di luglio per gli esami di stato. Il Ministero dell’Economia e delle
Finanze
>con circolare del 25 marzo 2003, n. 17 affermava che l’accordo di
>interpretazione autentica dell’articolo 19 del C.C.N.L. – comparto scuola –
>sottoscritto il 4 agosto 1995, ha lo scopo di equiparare dal punto di vista
>della fruizione delle ferie il personale docente a tempo determinato con
quello
>a tempo indeterminato. I docenti a tempo determinato, nominati fino al 30
>giugno o fino al completamento degli esami di maturità, non hanno quindi la
>possibilità di fruire dei giorni di ferie nel periodo luglio-agosto, ma,
allo
>stesso tempo e al pari dei docenti a tempo indeterminato, non hanno
l’obbligo
>di chiederne la fruizione nei periodi di sospensione delle lezioni. Proprio
per
>tali motivazioni l’accordo integrativo stabilisce che si dia luogo al
pagamento
>sostitutivo.
>Ora è necessario che il MIUR intervenga presso il Ministero del Tesoro
>affinché sblocchi immediatamente il pagamento delle ferie maturate e non
fruite
>dal personale precario della scuola.
>
> I Cobas – Comitati di Base della Scuola – nel ribadire di continuare la
lotta
>contro la precarietà nella scuola, che non sarà di certo scalfita dalla
recente
>autorizzazione ad assumere a tempo indeterminato solo 21.112 docenti – e ad
>oggi non è stato ancora approvato il contingente ATA – dal prossimo 1
>settembre, a fronte delle decine di migliaia di assunzioni a termine che
>saranno effettuate per poter garantire l’inizio delle lezioni (per esempio,
a
>fronte di ben 40.000 posti vacanti per il sostegno ai disabili, le
assunzioni
>in ruolo previste saranno solo 1991), intendono battersi con tutti i mezzi (
a
>partire dalla formale diffida presentata al MIUR e al Ministero del
Tesoro)
>contro questo vergognoso e vero e proprio furto delle ferie maturate
spettanti
>ai precari.
>
>Intanto invitiamo tutti i docenti ed ata interessati a inviare al più
presto
>ai propri dirigenti scolastici (l’ultima scuola di servizio) la richiesta
delle
>ferie maturate ma non fruite, utilizzando il fac-simile in allegato e
>presentando la richiesta o direttamente alle scuole con tanto di ricevuta
del
>protocollo o con raccomandata con ricevuta di ritorno. Questo è il primo
passo
>necessario per far valere i propri diritti e serve anche come strumento di
>pressioni nei confronti dell’Amministrazione e del Ministero del Tesoro. E
se
>MIUR e Ministero del Tesoro “faranno orecchie da mercante” con l’inizio
del
>prossimo anno scolastico troveremo assieme nuove ed efficaci forme di
lotta,
>e, se necessario, ricorreremo anche ad interventi sul versante
>giurisdizionale.
>
>Sarà comunque curioso, tra l’altro, verificare come il prossimo anno
>scolastico si comporterà l’Amministrazione di fronte all’obbligo per i
docenti
>ed ata supplenti a godere delle ferie – costituzionalmente garantite –
durante
>il periodo delle lezioni: saranno chiamati i supplenti per i supplenti in
>ferie? E se i supplenti chiederanno ferie tutti assieme nello stesso
periodo
>come forma di lotta, la scuola intera si bloccherà?
>
>
>COBAS – Comitati di Base della Scuola
>Sede nazionale: viale Manzoni, 55 – 00185 Roma
>tel 0670452452 – tel/fax 0677206060
> internet: www.cobas-scuola.org e-mail: [email protected]
qui trovate le lettere da spedire:

DIFFIDA COBAS

Modulo richiesta pagamento ferie non fruite.doc

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