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Scuola, in Campania i posti ci sono ma il ministero non assume

CRO – Scuola, in Campania i posti ci sono ma il ministero non assume

Scuola, in Campania i posti ci sono ma il ministero non assume
Napoli, 10 ago (Velino/Velino Campania) – Duecentosei assunzioni, a fronte di una disponibilità di oltre seicento posti per gli insegnati e 772 immissioni in servizio a fronte di 6.202 posti vacanti per il personale tecnico amministrativo. Questa, in estrema sintesi, è la situazione della scuola in Campania alla luce dei dati forniti dal ministero dell’Istruzione, dipartimento per l’istruzione, acquisite dal VELINO nelle scorse ore. Le tabelle, che descrivono l’intera situazione nazionale, non lasciano dubbi d’interpretazione: in Italia, in particolar modo in Lombardia e Campania, il numero di docenti che entrerà in ruolo con contratto indeterminato è di molto inferiore alle disponibilità del territorio. Per quanto riguarda gli insegnanti, infatti, ci sono circa 5.911 posti posti vacanti, ma solo 1.941 troveranno un impiego permanente nella scuola. I numeri parlano di una situazione generalizzata in tutto il Belpaese dove, nonostante il tempo prolungato o altre iniziative volte a “ottimizzare” l’impegno del personale docente, rimane un freno alla creazione di un organico stabile che risponda alle esigenze del territorio. Si presume, infatti, che buona parte del personale richiesto verrà coperto in via provvisoria da supplenti annuali.

“Con questa organizzazione – fanno sapere dalla Cgil –, il problema della precarietà nel mondo della scuola non viene minimamente preso in considerazione. In pratica lo Stato ha deciso, non si sa bene perché, di mantenere un serbatoio di insegnanti fuori dagli organici permanenti. E come sempre, purtroppo, chi ci perde sono gli studenti e i cittadini. Dal canto nostro nelle ultime settimane abbiamo tentato di far cambiare idea all’esecutivo nazionale, con un sit-in davanti a Palazzo Chigi lo scorso 15 luglio, ma non c’è stato nulla da fare”. Il paradosso più grande, spiegano i sindacati, è che in alcune casi docenti assegnati in un primo momento alle scuole sono stati poi tolti all’ultimo minuto. “Capita così – concludono dalla Cgil –, che ci troviamo in situazione di oggettiva difficoltà sia per quanto riguarda i docenti che per quanto riguarda il personale non docente. In alcuni plessi elementari, ad esempio, il numero del personale Ata è minore rispetto a quello delle sedi di riferimento della scuola. Così, da settembre, bisognerà aspettare ogni giorno che qualcuno dopo aver aperto una sede si precipiti ad aprirne un’altra”.

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